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Biciclette a fiumi: un lungo sogno

Biciclette a fiumi: un lungo sogno

foto di Eugenio Carretti

La Federazione Italiana Amici della Bicicletta ed il Circuito Città d'Arte della Pianura Padana si fanno promotori di un progetto chiamato "Biciclette a fiumi". È un circuito interamente ciclabile, fortemente attrattivo e funzionale per gli abitanti del territorio. Deve valorizzare e collegare i già esistenti percorsi ciclabili del modenese e delle province limitrofe, unendosi alle Ciclovie del Po, dell'Emilia e alla prestigiosa EuroVelo 7 (molto nota ai tanti turisti stranieri che percorrono il tracciato "nord-sud" più lungo d'Europa).
Gli assi portanti su cui lavorare riguardano tre percorsi protetti attrezzati sugli argini dei fiumi Panaro e Secchia.

Infatti i costi maggiori sono legati alla sistemazione con pavimentazione in ghiaino compattato:

  • del tratto del fiume Secchia a nord di Sant'Antonio in Mercadello che attraversa Concordia e raggiunge il confine con la provincia di Mantova (7,5 chilometri);
  • del tratto di argine del fiume Panaro fra Solara e Camposanto (3,6 chilometri);
  • e sul sedime della ex ferrovia Bologna-Verona fra Camposanto e San Felice sul Panaro (4,8 chilometri).

La finalità del progetto è rilanciare l'economia della zona attraverso le tante attrazioni turistiche presenti nelle province di Modena, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e Mantova.

La nuova tendenza è proporre forme di sviluppo economico incentrate sulla cultura, la conoscenza e la difesa dell'ambiente ed anche sulle relazioni umane. La bicicletta rappresenterebbe il volano per aumentare l'interesse dei turisti italiani e stranieri verso località molto belle. Nel contempo le aree di minor pregio saranno maggiormente motivate ad avere maggiore cura del proprio territorio, quindi, ai Comuni attraversati converrà recuperare gli edifici storici e le bellezze paesaggistiche.
I soggetti coinvolti saranno sia pubblici che privati. Gli operatori del settore cicloturistico e le federazioni del cicloturismo, potranno inventare pacchetti turistici per suggellare un'opera tanto impegnativa quanto bella, a beneficio della popolazione locale, che potrebbe trovare nuova occupazione nell'indotto, oltre ad avere a disposizione nuovi itinerari per gli spostamenti.

La speranza è che nascano imprese e cooperative di servizi, per favorire il movimento, quindi ad esempio punti di raccolta di biciclette a noleggio, gestiti da una cooperativa di giovani. Per maggiori informazioni e per consultare la mappa degli interventi vi suggeriamo il sito http://www.bicicletteafiumi.it/it/mobilita-dolce-cicloturismo/progetto.html.

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