Un’esperienza indimenticabile

il progetto "Biodiversità: una ricerca sul campo con UNIPA" ha prodotto buoni frutti!
Un’esperienza indimenticabile

Otto alunni (Francesca C., Elena D., Matteo F., Martina F., Matteo G., Sara P., Giulia T., Tian Z. – classi 2° A, C, E, G) della Scuola Secondaria di 1° “F. Montanari” di Mirandola si sono fatti portavoce dei progetti di Citizen Science che in questi due anni hanno impegnato 5 classi nell’A.S. 2016/2017 e 4 classi nell’A.S. 2017/2018, incentrati sul tema della biodiversità, partecipando il 10-11-12 maggio 2018 al convegno Biodiversità con Unipà. Scienza CON e PER i cittadini”organizzato e tenutosi presso l’Università di Palermo, Dipartimento STEBICEF.

2a A  2a A

2a C 2a C

2a E 2a E

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Ad accompagnarli c’erano 4 insegnanti di Scienze e Matematica (Anna Cilia, Lilia Mazzoni, Gabriella Reggiani, Paola Tabacchini), il Direttore Carlo Giannella della SOM (Stazione Ornitologica Modenese “Il Pettazzurro”) e la Responsabile CEAS (Centro di Educazione alla Sostenibilità) Sabrina Rebecchi.

                   

Ogni attore dei progetti ha portato il proprio contributo e la propria esperienza nel campo dell’educazione alla sostenibilità e della Citizen Science ossia della scienza partecipata volta a sensibilizzare tutti i cittadini attraverso il coinvolgimento in una ricerca/conoscenza e salvaguardia del territorio.

“E’ stata un’esperienza indimenticabile” hanno detto i ragazzi, ma anche gli stessi accompagnatori. Sentire relazionare i ragazzi con sicurezza e preparazione, vedere i visi interessati dei partecipanti al convegno e, raccogliere i tanti applausi entusiasti e i complimenti da parte dei presenti, ci ha permesso di continuare a confermare che l’unione fa la forza, ma anche la vera differenza!

L’Università ha suggerito l’argomento di ricerca ossia “il parassitismo di cova”, questa bizzarra e conveniente abitudine del Cuculo femmina (ma anche di altre specie di uccelli) di affidare le proprie uova ad altre “mamme uccello” (es. cannaiole ecc.) che nonostante le dimensioni e le diverse caratteristiche morfologiche delle uova prima e dei piccoli poi che si ritrovano nel loro nido, decidono (spinte da un forte istinto materno) di prendersene cura.

La SOM ha contribuito con la validazione del dato ossia il controllo puntuale e preciso dei dati di ricerca raccolti oltre alla formazione dei ragazzi sia a scuola che nelle uscite sul campo.

Il CEAS e l’Unione hanno contribuito con il supporto tecnico amministrativo e in parte economico oltre al coordinamento dei progetti e tanta passione.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ha sostenuto economicamente insieme all’UCMAN i progetti realizzati.

La Scuola, tutti gli insegnanti coinvolti (di tutte le materie, per dare man forte alla multidisciplinarità dell’argomento trattato) e tutti gli alunni hanno contribuito con la voglia di mettersi in gioco, di raggiungere obiettivi importanti come ottime opportunità di crescita didattica e non solo per gli studenti, alla pari degli stessi studenti universitari.

Dopo, quindi, due anni di ricerche, osservazioni, elaborati, attività varie di studio, uscite sul campo, lavori di gruppo, il tutto raccolto in un sito apposito https://sites.google.com/site/unaricercasulcampo/ che consiglio a tutti di andare a visitare, è arrivata la successiva proposta da parte della ricercatrice Daniela Campobello di Palermo: “perché non ci aiutate a promuovere la ricerca? Ne abbiamo bisogno!”. E da qui si è ripartiti; ci siamo tirati su le maniche nuovamente dedicandoci tutti alla costruzione di un video promozionale dal titolo “Il parassitismo Ci cova”, visibile sul canale YouTube “La Raganella”, realizzato grazie alla collaborazione di tutti gli attori coinvolti e al lavoro di assemblaggio della Ditta Kina.

Non dico altro in merito, ma consiglio vivamente di vederlo e di mandarci un parere in merito: “i ragazzi hanno raggiunto l’obbiettivo di sensibilizzare sul tema della ricerca?”. Fateci sapere abbiamo bisogno anche della vostra opinione!

Per tutti è stata veramente una grande soddisfazione vedere questi ragazzi raccontare il lavoro loro e dei loro compagni oltre alla preparazione raggiunta.

Da tanti ricercatori presenti di altre Università italiane ci siamo sentiti dire “non vi dovete fermare qui, dovete continuare, perché il vostro lavoro merita di più!”.

Cosa dite raccogliamo questa ulteriore sfida?

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